venerdì 3 luglio 2015

Jurassic World


Anno: 2015
Regia: Colin Trevorrow
Cast: Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Vincent D'Onofrio, Ty Simpkins, Nick Robinson, Jake Johnson, Omar Sy, BD Wong


"Monster is a relative term. To a canary, a cat is a monster. We're just used to being the cat."

Jurassic World è realtà: dopo oltre vent'anni dai disastri di Isla Nublar, un parco con protagonisti i dinosauri ricreati in laboratorio è aperto al pubblico e sta avendo un enorme successo. 
Dopo anni, però, il pubblico,inizia ad essere addirittura assuefatto dai dinosauri e l'entusiasmo inizia a scemare. I visitatori vogliono di più, vogliono nuovi dinosauri, più grossi e pericolosi.
La soluzione non tarda arrivare: creare un ibrido genetico, un nuovo dinosauro che sappia soddisfare le esigenze del pubblico. Nasce così l'Indominus Rex che appare sin da subito estremamente aggressivo e intelligente. Anche troppo, visto che l'Indominus trova il modo di fuggire scatenando il caos all'interno del parco. Rimarranno coinvolti i giovani Zach e Gray, insieme alla zia Claire (responsabile del parco) e all'ex marine Owen Grady.


Le premesse di JW sono abbastanza buone: meno scontate del previsto, più sensate di Jurassic Park III e forse anche più intriganti del secondo capitolo della saga. Il tema dell'assuefazione del pubblico ai dinosauri mi è sembrato infatti molto interessante, facendo scaturire una riflessione che può essere allargata alla realtà in cui viviamo.Oggigiorno siamo talmente abituati alla computer grafica e agli effetti speciali, che essi non ci sorprendono più all'interno di un film. Vogliamo sempre più spettacolo e più innovazione, stanchi di quello che una volta vedevamo come clamorose novità. Esattamente come succede ai visitatori di Jurassic World.
Dal '93 ad oggi sono passati 22 anni e innumerevoli blockbuster che hanno fatto uso massiccio di effetti speciali. Siamo diventati come i visitatori di Jurassic World, incapaci di provare meraviglia perchè ormai siamo "abituati" agli effetti speciali e alla computer grafica. Ne è un perfetto esempio il confronto tra il primo Jurassic Park, ricco di effetti speciali ma anche degli amati animatronics, e questo quarto capitolo.
La riflessione del film sul rapporto pubblico-spettacolo, però, porta inevitabilmente a un difetto della pellicola stessa: non c'è più il senso di scoperta e di sorpresa del primo film, anche perchè è il regista stesso a non farci provare queste sensazioni. In Jurassic Park i primi a vedere i dinosauri insieme a Hammond mostravano tutto il proprio stupore per il magico incontro con i giganti vissuti 65 milioni di anni fa. In Jurassic World i visitatori sono, appunto, abituati ai dinosauri che finiscono così con il perdere gran parte del loro fascino anche per noi spettatori. 



La scelta di Trevorrow, alla luce di quanto detto finora, è quasi inevitabile. Jurassic World si presenta però sicuramente con un sequel più intelligente del terzo (e forse anche del secondo) capitolo, pur rimanendo un film smaccatamente furbo.Ne sono un esempio i numerosi (e doverosi) omaggi ai primi film della saga, con un particolare occhio di riguardo al capostipite della serie. Dalla maglietta di Jurassic Park acquistata su Ebay alle iconiche jeep, dall'apertura del portone del parco al visore notturno, e così via tra citazioni e riferimenti.
Si tratta chiaramente di un modo per strizzare l'occhio ai fan della saga, non senza qualche esagerazione che rischia di far andare fuori strada questo Jurassic World. La sensazione di già visto (ancora il discorso sull'assuefazione) è presente in diverse scene, ma risulta comunque divertente soprattutto per gli aficionados. 
La trama, dalla fuga dell'Indominus Rex in poi, cade inevitabilmente in una serie di clichè tipici dei blockbuster estivi come ben dimostra la fuga di Claire in tacchi a spillo. In aggiunta ciò, ma mi sembra di pretendere troppo da un blockbuster estivo, la caratterizzazione di certi personaggi lascia abbastanza a desiderare e risulta fin troppo stereotipata (qualcuno ha detto Claire?),
Mancano, inoltre, quelli stratagemmi e quelle intuizioni presenti nel primo film che sono rimaste scolpite nel nostro immaginario (basti pensare alla primissima entrata in scena del T-Rex). 

Colin Trevorrow, al suo secondo lungometraggio, ci offre comunque quello che ci aspettavamo dall'annuncio di un quarto capitolo: tanti dinosauri, tanta azione da blockbuster e citazioni nostalgiche dei precedenti film. Un lavoro onesto e divertente, nonostante ormai (inevitabilmente?) la magia presente negli anni '90 sia andata persa.

Voto: 6,5

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