sabato 28 novembre 2015

Mission: Impossible - Rogue Nation



Anno: 2015
Regia: Christopher McQuarrie
Cast: Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Jeremy Renner, Simon Pegg, Ving Rhames, Alec Baldwin, Sean Harris

Tom Cruise È Mission: Impossible. E Mission: Impossible È Tom Cruise.
Nel 1996, nel pieno della sua carriera, Cruise scelse Brian De Palma per dirigere l'adattamento cinematografico dell'omonima serie TV andata in onda in USA a cavallo tra gli anni '60 e gli anni '70. Il primo Mission: Impossible lanciò definitivamente il buon Tom ai piani altissimi di Hollywood e fruttò al troppo bistrattato maestro De Palma il maggior incasso della sua carriera. E rimane, a parere di chi scrive, il migliore film della serie.
Oggi, a vent'anni di distanza e dopo altri tre seguiti più (M:I: III, Ghost Protocol) o meno (M:I II) riusciti, il franchise è arrivato al quinto capitolo. Cruise, grazie soprattutto a questa serie, ha cementato la sua legacy come una delle action star di maggior successo della storia del cinema entrando nell'immaginario collettivo tanto quanto il Bruce Willis di Die Hard.
E il successo, di Cruise e di Mission: Impossible, non intende fermarsi. Chiaro, Cruise ha partecipato anche ad altri film di successo e anche di un più elevato spessore autoriale (Magnolia, Eyes Wide Shut, Minority ReportCollateral).
Ma è proprio Mission: Impossible ad avergli conferito definitivamente successo e riconoscibilità a livello mondiale, oltre ai guadagni economici astronomici (per Forbes è il sesto attore più pagato al mondo con 40 milioni di dollari nel 2015).


Cruise non ha mancato di far parlare di sè con apparizioni televisive quantomeno bizzarre (i famosi salti sul divano di Oprah) o le controversie legate alla sua associazione con Scientology.
Ma Tom è sempre rimasto lì, al top di Hollywood, macinando successo dopo successo. Scena d'azione dopo scena d'azione, facendo sostituire il meno possibile dagli stuntmen (sì, anche nella scena nella foto soprastante).
Quindi com'è questo Rogue Nation? Proprio come il precedente Ghost Protocol, è un blockbuster estivo che soddisfa perfettamente le premesse della vigilia. Azione a perdifiato, uno sforzo di materia grigia non così necessario per lo spettatore, sequenze altamente spettacolari e visivamente impressionanti: tanto divertimento estivo e non troppo cervellotico (anzi).
E c'è tanto Tom Cruise. Troppo, forse. Il cast di supporto è piuttosto ampio e talentuoso, dalla new entry Rebecca Ferguson alle vecchie conoscenze come Simon Pegg, Jeremy Renner e Ving Rhames. Ma è Tom a dominare la scena. Il film, come tutto il franchise, è nelle sue mani ed è l'ennesima occasione per mettersi in mostra (a partire dall'ormai celebre stunt di Cruise aggrappato all'aereo) e ricordare chi è la vera action star dell'era moderna.


Dunque si sarebbe potuto sfruttare di più il supporting cast (oltre alla brava e affascinante Ferguson), a partire da quel Simon Pegg che nel terzo e quarto capitolo aveva portato un'aria di freschezza non da poco ma che qui viene spesso relegato in secondo piano. Così come Renner e Rhames, che appaiono solo per qualche scena dal gusto comedy usata per spezzare l'azione.
Si sarebbe potuto lavorare meglio su un villain non troppo convincente, nonostante il solito piano megalomane e diabolico che minaccio il mondo intero. 
Ma Rogue Nation, come il resto della serie, è questo: prendere o lasciare. Intrattenimento puro, divertimento da godersi spegnendo il cervello, azione over-the-top, senza aggiunte significative o passi in avanti per un franchise che funziona benissimo così com'è. Non chiedete più di questo a Tom e a Mission: Impossible.

Voto: 6,5


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