Anno: 2015
Regia: Pete Docter & Ronaldo Del Carmen
Doppiatori originali: Amy Poehler, Phyllis Smith, Lewis Black, Bill Hader, Mindy Kaling, Diane Lane, Kyle MacLachlan, Richard Kind
Quando si tratta di giocare con le emozioni del pubblico, sono in pochi ad avere eguali con la cara vecchia Pixar. Già Toy Story, il primo lungometraggio firmato Pixar, nel 1995 rappresentò uno dei massimi punti dell'animazione moderna. Al di là del lato tecnico (impressionante per l'epoca), la grandezza della pellicola era quella di raccontare una storia valida sia per il pubblico più giovane che per quello più adulto. Di fatto Toy Story era una meravigliosa storia sulla crescita, sul passaggio dall'infanzia all'adolescenza, distaccandosi metaforicamente dai giocattoli come Woody e Buzz.
Ebbene, a distanza di vent'anni, la Pixar confeziona un film in grado di emozionare come e più dell'originale Toy Story.
Inside Out è diretto da Pete Docter, a cui dobbiamo due pezzi da novanta come Monsters & Co. e Up, e ha letteralmente delle emozioni come protagonisti. Gioia, tristezza, rabbia, disgusto e paura gestiscono una console all'interno della mente della "reale" protagonista Riley. Le emozioni interagiscono tra loro e in alcuni casi una di esse prende il sopravvento, a seconda dell'evento che sta vivendo la bambina. Riley, raggiunti gli 11 anni, è costretta ad abbandonare il nativo e rurale Minnesota per trasferirsi a San Francisco per gli impegni lavorativi del padre.
La situazione peggiora: Riley, e quindi le sue emozioni, vedono tutto in modo tremendamente negativo. Solo l'affetto dei genitori e gli impulsi ottimistici di Gioia salveranno la situazione dal precipitare ulteriormente. Incombe però Tristezza, che rende blue i ricordi d'infanzia legati al Minnesota complicando l'ambientamento di Riley in una metropoli così grande e minacciosa. In seguito al tracollo emotivo durante il quale Riley piange in classe (una delle peggiori esperienze ever per un bambino), il caos nella mente porta Gioia e Tristezza a separarsi dal resto delle emozioni. Dovranno passare attraverso il labirinto della Memoria a lungo termine per tornare alla console, mentre i loro tre "colleghi" non sembrano in grado di gestire al meglio la vita di Riley.
Inizia così un'avventura mentale che coinvolge Gioia e Tristezza, mostrandoci tutta la potenza immaginifica della Pixar nel rappresentare la mente umana: la già citata Memoria, il Pensiero Astratto, i sogni e il vecchio amico immaginario di Riley. Quest'ultimo, Bing Bong, avrà un ruolo fondamentale nell'aiutare le due emozioni a tornare alla console per aiutare Riley. La situazione della bambina intanto continua a peggiorare. Nascono i primi conflitti con i genitori e Riley tende ad isolarsi e a cercare una soluzione lontano dalla famiglia, progettando addirittura una fuga da casa. Il tutto sempre ben simboleggiato dalle animazioni Pixar: le isole della Personalità crollano e la console emotiva si spegne. Riley è ormai apatica. Ma grazie all'estremo sacrificio di Bing Bong (indubbiamente il momento più strappalacrime del film), Gioia e Tristezza riescono a tornare alla base. Sarà Gioia a capire come salvare la situazione, riconoscendo a Tristezza la giusta importanza e lasciandole rendere blue tutti i ricordi base di Riley. La bambina abbandona così il progetto di fuga, sfogandosi emotivamente e piangendo davanti ai genitori. L'affetto dei cari è la cura definitiva per la Riley, che è ormai è davvero cresciuta.
Inside Out racconta un processo, una fase della vita che tutti abbiamo attraversato. Le insicurezze, le paure (di una nuova città, di una nuova scuola, di perdere chi si ama) possono sembrare ostacoli altissimi da superare. Ma questi non sono affatto insormontabili: vanno affrontati direttamente, senza fuggire, senza trattenere le emozioni e provare a isolarsi. Nascondere se stessi e le proprie emozioni è un grave errore e, quando ne capiamo l'importanza, possiamo dire di essere cresciuti. Anche al costo di sacrificare definitivamente e malinconicamente l'innocenza tipica dei bambini. Infatti il film si chiude ovviamente con una nota positiva, con Riley ormai adolescente e in grado di affrontare la vita, ma ci sarà sempre la mano di Tristezza a creare un alone un po' blue. Perchè in Inside Out si ride (in alcuni casi tanto) ma il senso di malinconia che si prova è continuo, soprattutto per chi ha già superato il confine tra infanzia e adolescenza. Per chi è già stato costretto ad abbandonare Bing Bong. Ecco perchè nella parte finale la Tristezza nella nostra mente renderà quasi impossibile trattenere le lacrime. Quindi perchè farlo?
Voto: 9

Nessun commento:
Posta un commento